Vuoi Essere Felice? Attento All’Impact Bias

 

Che cos’è la felicità? Penso che questa domanda ti sia passata per la testa molteplici volte.

Se chiedessi a una persona qualsiasi che cosa vuole dalla vita, molto probabilmente risponderà semplicemente: “vorrei essere felice”.

Tutti infondo vorremmo essere felici, tutte le azioni che compiamo ogni giorno tracciano un sentiero che speriamo ci conduca alla felicità.

Ma alla fine che cos’è questa felicità che inseguiamo incessantemente? E che cos’è l’impact bias? Scopriamolo insieme…

Che cos’è la felicità

“Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.”


John Lennon

Definire la felicità è un compito sicuramente arduo, nei secoli ci hanno provato filosofi, teologi, economisti, psicologi e chi più ne ha più ne metta.

Non esiste una definizione univoca, forse tu hai già una tua definizione di felicità, ma vediamo cosa ci dice la psicologia a riguardo.

In psicologia molto spesso la felicità viene descritta come uno stato, piuttosto che un tratto; in altre parole, non è una caratteristica permanente o di lunga durata, ma uno stato dinamico e mutevole.

La felicità non deve essere confusa con la gioia, l’estasi, o altri sentimenti più intensi.

Non è necessariamente un’esperienza interna o esterna, ma può essere entrambe le cose.

In psicologia positiva il concetto di felicità si sovrappone con quello di benessere soggettivo.

Alcuni psicologi credono che la felicità sia una delle componenti principali del benessere soggettivo, mentre altri credono che la felicità sia il benessere soggettivo.

Se ricordi nell’articolo sul modello PERMA abbiamo parlato delle diverse componenti del benessere:

Emozioni positive

Coinvolgimento

Relazioni

Significato

– Realizzazione

PERMA

Osservando le diverse componenti del benessere puoi capire perché molti autori sovrappongo benessere e felicità.

Ci sentiamo felici quando siamo essere soddisfatti della vita, proviamo emozioni positive, coinvolgimento e abbiamo relazioni positive.

Tuttavia benessere e felicità non sono sinonimi.

Il benessere sarebbe piuttosto un termine più ampio, più sulla falsariga del funzionamento psicologico positivo.

La psicologia della felicità

Ora che ti ho chiarito un minimo cos’è la felicità in psicologia, o almeno lo spero, immergiamoci più a fondo.

Che cosa ci dice la psicologia della felicità?

Esistono molte teorie della felicità diverse, ma generalmente rientrano in una di queste due categorie:

– La felicità ed il benessere edonico: è la felicità concettualizzata come sperimentare più piacere e meno dolore; è composta da una componente affettiva e da una componente cognitiva (soddisfazione per la propria vita).

– La felicità eudaimonica: concettualizza la felicità come il risultato della ricerca e del raggiungimento dello scopo della vita, del significato, della sfida e della crescita personale; la felicità si basa sul raggiungimento del proprio pieno potenziale.

Queste teorie generalmente concordano su alcuni punti:

– Alle persone piace essere felici.

– La felicità non è né un’esperienza fugace, momentanea, né una caratteristica stabile, a lungo termine.

– Almeno una parte della nostra felicità è determinata dalla nostra genetica, ma la quantità varia da circa il 10% al 50%.

– La ricerca e il raggiungimento del piacere raramente portano ad essere felici.

Denaro e relazioni

Felicità e Impact bias

Nella nostra cultura molto spesso la felicità viene associata al potere e al denaro.

Ma funziona davvero così o è solo un’immagine fittizia che ci propinano i mass media?

In realtà dalle ricerche emerge che l’aumento del reddito è positivo solo fino a una certa soglia, dopo di che diventa addirittura negativo.

Se guardi il grafico qui sopra puoi vedere che c’è un punto critico oltre il quale la percezione di felicità diminuisce all’aumentare del reddito.

Perciò è vero che una quantità moderata di beni materiali ha un impatto positivo sulla felicità, ma l’equazione, più sono ricco più sono felice, non sembra esatta.

Pare piuttosto che l’impegno ad aumentare il proprio reddito, quando diventa un’ossessione, produca un effetto negativo sul benessere e sulla felicità.

Inoltre sembra che all’aumentare del redditto le persone consumino più beni materiali rispetto ai beni relazionali (le relazioni con le persone che fanno parte della nostra vita) e ciò produca effetti negativi sul benessere.

Gli studi al contrario ci dicono che la nostra percezione di felicità è molto più influenzata dai beni relazionali che dai beni materiali.

L’effetto negativo della ricerca ossessiva di soldi si riscontra anche nella quantità e nella qualità delle relazioni sociali, che sembrano diminuire.

I beni relazionali sembrano quindi essere molto più importanti dei beni materiali per il nostro benessere.

Infatti le relazioni positive sono anche una delle componenti del modello PERMA.

Una tecnica molto semplice e interessante per migliorare le proprie relazioni è quella delle risposte attive e costruttive.

Impact bias

impact bias

Immagina questi due scenari:

– Vincere la lotteria

– Diventare paraplegico

Se ti chiedessi di ipotizzare quale delle due persone è più felice a distanza di un anno dall’evento, quale sceglieresti?

Penso che la risposta sarebbe “vincere la lotteria” senza pensarci troppo.

Tuttavia con ogni probabilità sbaglieresti.

Uno studio scientifico si è posto questa domanda e i risultati sono stati tutt’altro che scontati.

Infatti un anno dopo aver perso l’uso delle gambe, e un anno dopo aver vinto la lotteria, sia i vincitori della lotteria che i paraplegici si sono rivelati felici allo stesso modo della loro vita.

Alcune teorie sostengono che dopo un miglioramento o un peggioramento temporaneo della felicità ritorniamo al livello precedente, come una sorta di omeostasi che ci riporta a un livello standard.

Altre teorie hanno idee differenti ma non è questo il punto su cui vorrei concentrarmi, piuttosto vorrei concentrarmi sul meccanismo che ti ha fatto pensare che i vincitori della lotteria sarebbero stati più felici.

Questo interessante meccanismo è definito impact bias.

L’impact bias è la tendenza delle persone a sovrastimare la lunghezza o l’intensità degli stati emotivi futuri.

Come esseri umani evoluti siamo in grado di predire gli stati emotivi conseguenti scelte che compiamo, questa è una capacità estremamente utile.

Ad esempio se detesti andare a teatro sei in grado di predire che se dovessi vedere uno spettacolo teatrale molto probabilmente ti annoieresti.

Tuttavia abbiamo una forte tendenza a sovrastimare l’impatto che gli eventi avranno sulle nostre vite, soprattutto quando si tratta di eventi estremi.

L’impact bias e le conseguenze degli eventi

Da studi sul campo e in laboratorio, sappiamo che, molti eventi come, ottenere o perdere un lavoro, passare o non passare un esame all’università, e così via, hanno molto meno impatto, meno intensità e molta meno durata di quello ci aspettiamo.

Pensa all’ultima volta che ti è capitato qualcosa di brutto che temevi, è stato davvero tremendo come immaginavi o alla fine in qualche modo l’hai superato?

Oppure al contrario pensa all’ultima volta che hai desiderato ti capitasse qualcosa che ritenevi ti avrebbe reso felicissimo e poi ti è capitato.

Stai ancora festeggiando, oppure, magari dopo un breve periodo, il tuo livello di felicità è tornato agli standard precedenti?

In entrambi i casi ci sono grosse probabilità che la tua felicità sia tornata ai livelli precedenti in breve tempo.

Il nostro sistema di previsione non sempre funziona efficacemente.

Molte volte le conseguenze degli eventi negativi o positivi hanno un impatto molto inferiore e molto più breve di quello che pensiamo.

Inoltre spesso gli stati emotivi che prediciamo sono ben diversi da quelli che ci provoca realmente l’esperienza.

Per questo capita di fare scelte che crediamo ci rendano felici, ma che in realtà ci provocano tutt’altro.

Cosa puoi portarti a casa sull’impact bias e sulla felicità?

Abbiamo visto che non è facile dare una definizione di felicità, ma spero di averti chiarito che cosa dice la psicologia in merito alla felicità e alle sue componenti.

Non esiste una ricetta magica per la felicità, ma se vuoi una vita piena e felice, inizia a lavorare sulle componenti del benessere del modello PERMA, con particolare attenzione ai beni relazionali.

E non dimenticarti dell’impact bias!!!

L’impact bias è un meccanismo per lo più inconscio quindi difficilmente controllabile.

Ciò che possiamo portarci a casa è la consapevolezza che sopravvalutiamo quanto gli eventi negativi danneggeranno la nostra vita proprio per la stessa ragione per cui sopravvalutiamo quanto gli eventi positivi saranno positivi per la nostra vita.

“La felicità non dipende dalle cose esterne, ma dal modo in cui le vediamo.”

Lev Tolstoj

Ti ringrazio per aver letto l’articolo, se ti è piaciuto, per ripagarmi delle ore passate a scrivere, ti basta fare mettere un like o condividere l’articolo (sempre che tu non l’abbia già fatto).

Io non potrò che esserti GRATO ed essere felice che tu abbia apprezzato l’articolo.

Un saluto, a presto!

Andrea

Fonti:

Andrea Croce

Mi chiamo Andrea Croce e sono il fondatore di Hauora.org. Sono uno Psicologo e mi occupo da anni di studiare il benessere in tutte le sue forme. Appassionato di fitness, sport e alimentazione credo sia importante occuparsi del benessere psicologico quanto di quello fisico.

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