Felicità e Benessere sociale: l’importanza dei beni relazionali

Le relazioni sociali rappresentano la condizione essenziale per la nostra felicità.

Qui su Hauora parliamo spesso del tema della felicità e dei beni relazionali.

Da esse dipende in gran parte il nostro benessere e la nostra felicità.

Non sempre ci rendiamo conto di quanto siano importanti, quante volte anteponiamo i soldi e il  lavoro alle relazioni.

La convinzione che i soldi e più in generale i beni materiali facciano la felicità è piuttosto diffusa.

Ho visto anche molte persone predicare l’importanza delle relazioni e poi, più o meno consciamente, relegarle in secondo piano o sfruttarle per raggiungere i propri obiettivi.

Nella società consumistica in cui viviamo è facile pensare che la nostra felicità dipenda dagli oggetti che possediamo e da quanti soldi abbiamo.

Sarà capitato a tutti di dirsi, quando avrò quel lavoro sarò più felice, quando potrò permettermi quella macchina sarò più felice e così via.

Ovviamente non sono qui a dire che non dobbiamo pensare ai soldi e che non hanno nessuna relazione con il benessere e la felicità.

Riuscire a guadagnare cifre che ci permettano di vivere dignitosamente è sicuramente qualcosa a cui aspirare.

Tuttavia non è tutto, al contrario, dalla letteratura scientifica emerge una visione diversa del rapporto tra benessere, felicità e i soldi.

Ma prima di tutto vorrei fare una breve panoramica teorica sulle relazioni sociali e sui beni relazionali.

Felicità e benessere sociale: fattori che favoriscono la nascita delle relazioni sociali

La psicologia sociale ha individuato i fattori che stanno alla base della nascita delle relazioni sociali:

Prossimità: la vicinanza crea occasioni di contatto che aumentano la familiarità tra le persone.

Somiglianza: la percezione di somiglianza aumenta l’attrazione tra le persone.

Bellezza fisica: le persone attraenti spesso sono più popolari e possiedono abilità sociali migliori. Molte volte involontariamente le persone associano alla bellezza qualità positive e viceversa.

Apertura agli altri: le persone che si aprono agli altri sono più apprezzate, l’apertura genera reciprocità, le persone si aprono maggiormente verso coloro da cui sono attratti.

Reciprocità: ci piacciono coloro a cui piacciamo.

Relazioni intime

Le relazioni intime possiamo definirle come relazioni caratterizzate da un legame emozionale che comporta comprensione e sostegno.

Dallo studio del 2009 di Becchetti et Al, è risultato non solo che chi aveva maggiori beni relazionali presentava livelli più altri di felicità, ma anche che ciò dipendeva dalla profondità della relazione.

Relazioni più intime sembrano più efficaci nel migliorare la percezione di felicità e benessere.

Che cosa si intende per beni relazionali?

I beni relazionali sono beni che implicano una relazione.

Presentano queste caratteristiche:

– Identità: i beni relazionali sono considerati beni dipendenti dall’identità, non possono essere goduti quando le persone sono anonime.

– Reciprocità: questi beni possono essere goduti solo con altre persone.

Simultaneità: i beni relazionali richiedono agli individui di collaborare attivamente e simultaneamente, anche se non allo stesso modo e co-produrre. Bisogna prima essere coinvolti in una relazione per consumare beni relazionali e le stesse interazioni producono beni relazionali.

– Motivazioni: i beni relazionali dipendono dalle motivazioni di coloro che interagiscono. Se la motivazione di un’interazione è quella di raggiungere un fine, il bene relazionale cessa di esistere, poiché non vi è più necessità di simultaneità o reciprocità.

Fenomeno emergente: i beni relazionali spesso mostrano proprietà emergenti, non sono la somma del contributo dei singoli partecipanti.

– Gratuito: un bene relazionale richiede che non ci sia nessun altro fine oltre alla relazione in sé. Quando la relazione è basata su un ritorno, non è più un bene relazionale.

Cosa dicono le ricerche sulla felicità e il reddito?

Le ricerche ci dicono che la nostra percezione di felicità è molto più influenzata dai beni relazionali che dai beni materiali.

Infatti dalle ricerche di Scitovsky, Pugno e Bartolini, sulla felicità e sul benessere, emerge l’importanza dei beni relazionali e che l’aumento del reddito è positivo fino a una certa soglia dopo di che diventa addirittura negativo.

Spero che questo grafico chiarisca meglio.

grafico felicità

Come potete vedere c’è un punto critico oltre il quale la percezione di felicità diminuisce all’aumentare del reddito.

Pare quindi che l’impegno ad aumentare il proprio reddito, quando questo diventa un ossessione, produca un effetto negativo sulla percezione della felicità e del benessere.

Inoltre sembra che all’aumentare del redditto le persone consumino più beni materiali rispetto a quelli relazionali e ciò produca effetti negativi sul benessere.

L’effetto negativo si riscontra anche nella quantità e nella qualità delle relazioni sociali che sembrano diminuire.

Se i beni relazionali sono il fattori più importante nella percezione del nostro benessere e della nostra felicità, in molti casi sarebbe molto più efficace lavorare sul costruire relazioni positive piuttosto che cercare di aumentare il proprio reddito compulsivamente.

In conclusione perché vi ho parlato dei beni relazionali?

Perché molto spesso cerchiamo la felicità chissà dove dando per scontato le persone che abbiamo intorno, ma non dobbiamo mai dimenticare l’importanza delle persone a cui teniamo e che tengono a noi, passare del tempo con loro è probabilmente l’unico vero elisir per il benessere.

Un saluto a tutti, a presto!!

Andrea

 
Andrea Croce

Mi chiamo Andrea Croce e sono il fondatore di Hauora.org. Sono uno Psicologo e mi occupo da anni di studiare il benessere in tutte le sue forme. Appassionato di fitness, sport e alimentazione credo sia importante occuparsi del benessere psicologico quanto di quello fisico.

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