Un Nuovo Modo Di Guardare La Speranza

La speranza può migliorare il nostra benessere ma allo stesso tempo può trasformasi anche in una fonte di stress. Come? Lo vedremo a breve, ma partiamo dal definire la speranza.

Una definizione di speranza dalla psicologia positiva

Se vogliamo dare una definizione da dizionario potrebbe essere: l’attesa fiduciosa di un evento gradito o favorevole.

Tuttavia questa è una definizione piuttosto semplice. Perciò sebbene sia piuttosto difficile trovare una definizioni univoca, prendiamo in prestito quella ci viene offerta dalla psicologia positiva.

Snyder nel 1991 definisce la speranza come:

“Uno stato motivazionale positivo basato su un senso di successo che dipende dall’interazione di (a) agency (l’energia diretta per perseguire un obiettivo) e (b) percorsi (intesi come pianificazione per raggiungere gli obiettivi)”.

Questa teoria quindi descrive la speranza come interazione tra due fattori chiave influenzano il la spinta motivazionale verso gli obiettivi:

Percorsi: la capacità di pianificare percorsi che ci portino al perseguimento di un obiettivo.

Agency: il livello di convinzione, intenzione e la capacità di seguire questi percorsi per raggiungere l’obiettivo.

In sintesi essere speranzosi richiede sia la capacità percepita di generare percorsi verso un obiettivo, sia la capacità percepita e l’intenzione di utilizzare tali percorsi.

Speranza e benessere psicofisico

Coma abbiamo appena detto la speranza ci permette di pianificare percorsi e di seguirli per raggiungere un determinato risultato che sia un obiettivo o il superamento di un problema.

Abbiamo parlato nello scorso articolo degli obiettivi, di padronanza e di prestazione, se non l’avete ancora letto correte subito a farlo.

Sembra che gli obiettivi di padronanza siano correlati al successo e siano caratteristici delle persone maggiormente speranzose. Al contrario le persone che non hanno speranza e non credono di poter aver il controllo sul proprio futuro adotterebbero più frequentemente obiettivi di prestazione.

Inoltre le persone con forte speranza considerano gli ostacoli come sfide e utilizzano la speranza per creare percorsi alternativi per raggiungere i propri obiettivi. Al contrario le persone con bassa speranza sembrano essere meno efficienti nel superare gli ostacoli e nel trovare le motivazioni per farlo.

Dalle ricerche di Snyder emerge anche un associazione tra speranza e livelli più bassi di depressione mentre una bassa speranza pare associata ad una riduzione del benessere.

Se ricordate tutto questo assomiglia un po a ciò che avveniva con l’ottimismo come abbiamo visto in un precedente articolo.

Speranza e ottimismo

Sebbene effettivamente possano sembrare concetti simili e in certi versi quasi sovrapponibili andiamo a vedere quali sono le differenze tra questi due concetti.

L’ottimismo può essere definito come il grado d’aspettativa che si verificheranno risultati positivi piuttosto che risultati negativi.

La speranza invece l’abbiamo definita come uno stato motivazionale, quindi una delle sue componenti fondamentali è l’intrinseca spinta motivazionale verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Secondo Alarcon, Bowling e Khazon un’altra differenza risiederebbe nel fatto che: “la persona ottimista crede che in qualche modo, sia attraverso la fortuna, le azioni degli altri, o le proprie azioni, che il suo futuro sarà caratterizzato da successo e appagamento. La persona speranzosa d’altra parte, crede specificamente nella sua capacità di assicurare un futuro positivo e soddisfacente. “

Bury introduce un altro elemento cioè che la speranza sarebbe caratterizzata da una maggiore incertezza rispetto all’ottimismo.

Certo è che sia la speranza sia l’ottimismo contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi.

La speranza come fonte di stress

Ma come ne abbiamo parlato bene fino ad ora e adesso diventa una fonte di stress?

Ebbene si.

Se infatti è correlata con il benessere ci sono alcune cose di cui tenere conto.

Infatti la speranza ci spinge a pensare al futuro in modo fiducioso e questo sicuramente è un bene tuttavia non abbiamo garanzie sul futuro.

Non è detto che ciò in cui speriamo si verifichi come vorremmo. Continuare a rimuginare eccessivamente sul futuro, come d’altronde sul passato, può diventare una vera fonte di stress.

Ma non è questo ciò su cui vorrei porre maggiormente l’attenzione.

Vivere costantemente proiettati nell’idea di un futuro migliore potrebbe farci perdere il punto fondamentale della vita.

Il punto fondamentale? Stai forse dicendo che sei un guru che vuole farci credere di aver capito il significato della vita?

Assolutamente no…tuttavia sono piuttosto certo che l’unica cosa che abbiamo davvero è il momento presente ed è qui che dobbiamo vivere.

Vivere nel presente

Tendiamo infatti a pensare, più o meno consciamente, che il momento seguente sarà sempre migliore di quello presente. Quante volte capita di dirsi “quando avrò quel lavoro sarò felice”, “quando avrò successi finalmente potrò godermi la vita”.

Insomma un continuo rimandare la vita ad un futuro, che guardiamo con speranza, che sarà sempre meglio del presente.

Come disse il Dalai Lama:

Dalai Lama articolo Speranza

Ho già citato questa frase in passato ma non posso farne a meno, rende davvero molto bene il concetto.

Questo non significa che sia sbagliato pianificare e avere speranza in un futuro roseo, solo che mentre lo facciamo non dovremmo mai dimenticare di vivere il presente perché non sappiamo cosa possa riservarci il futuro.

Abbiamo già parlato di pratiche come la meditazione e il memento mori basate proprio sull’accettazione di quanto sia effimera la vita. Si tratta di filosofie che hanno migliaia di anni e che partono proprio da questa consapevolezza per guardare al momento presente come tutto ciò che abbiamo e per ricordarci di dargli il giusto valore.

In conclusione la speranza è molto importante per permetterci di raggiungere obiettivi e guardare al futuro con una prospettiva positiva. Tuttavia senza mai dimenticare che è nel presente che dobbiamo vivere.

Un saluto, a presto!

Andrea

Andrea Croce

Mi chiamo Andrea Croce e sono il fondatore di Hauora.org. Sono uno Psicologo e mi occupo da anni di studiare il benessere in tutte le sue forme. Appassionato di fitness, sport e alimentazione credo sia importante occuparsi del benessere psicologico quanto di quello fisico.

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